Lo squillo del telefono mi colse di sorpresa. La sera di settembre volgeva al termine, e stavo quasi per andare a dormire. Ero solo in casa e, dopo aver cenato e lavato i piatti, anzichè guardare la TV mi ero messo a lavorare al computer. Non avevo in programma di vedere Giovanna, poichè quella sera era andata con un'amica a cenare fuori, in una trattoria sul mare dove si mangiava solo pesce. Per questo, lo squillo del telefono a quell'ora mi lasciò di stucco: non aspettavo nessuno. Ma risposi.
"Ale...!", era la voce di Giovanna, rideva.
"Ehi! Ancora in giro?"
"Sìììì".
"Come è andata?"
"Ah beh, Raffa voleva parlare di lavoro, ma è stata comunque piacevole. Tante chiacchiere, accompagnate con un buon vino bianco fresco".
"Bene. Mi fa piacere che ti sei divertita, ma ora torni a casa?"
"Veramente sono qui sotto casa tua... mi fai salire?"
"E allora perchè telefoni? Avresti dovuto citofonare, semmai!", risi anche io.
"Ma è che sto leggermente stonata... dai fammi salire.."
"Citofona e ti apro!"
Le aprii il portone, e lasciai la porta socchiusa.
Continua dove già sapete ;)
Riprendo a scrivere, e poichè attualmente la mia vita è un po' ascetica, racconto un po' di ricordi, neanche tanto antichi ;)
Avevo conosciuto Tiziana su uno dei soliti forum, uno di quelli che poi nel tempo ho anche abbandonato per noia, e subito ci eravamo trovati reciprocamente simpatici e interessanti. Ci commentavamo e rispondevamo ai post, con ironia, sottile senso dell'umorismo, e senza pregiudizi, spesso prendendoci in giro a vicenda. Poi da lì passammo a scambiarci mail. E siccome già il forum era abbastanza esplicito... (un forum sul bondage), anche le nostre mail lo furono subito: ci scambiammo alcune esperienze, ci raccontammo anche i nostri gusti ed i giochi e le situazioni che preferivamo. Poi da lì, il passaggio a MSN fu veloce, e finimmo per scambiarci i numeri di cellulare.
Per qualche settimana ci stuzzicammo a vicenda così, poi decidemmo che era il caso di incontrarci. Visto che le nostre fantasie si trovavano in perfetto accordo. Concordammo la situazione da creare, quali giochi fare, e lei mi provocò dicendo che avrebbe voluto scoprire "quale era il mio limite".
L'incontro avvenne a metà strada tra dove abitavo io e dove abitava lei. Tutto perfettamente calcolato, e ovviamente concordato.
Era bassina, con i capelli castani molto molto ricci. Non era proprio magrissima, ma a me le magre non piacciono; non era precisamente obesa, ma era molto giunonica, ed i suoi occhi profondi, intelligenti e svegli erano circondati da un meraviglioso paio di occhiali. Che ovviamente stuzzicavano la mia fantasia.
Andò a finire che, non conoscendo neanche bene la città in cui ci trovavamo, ce ne andammo subito in un motel. In fondo, erano settimane che entrambi non aspettavamo altro.
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Scusate l'assenza, ma sono di fretta...
Non auguro a nessuno, neanche al mio peggiore nemico, di dover mai e poi mai entrare in visita...
in un reparto ospedaliero particolare, che si chiama "Rianimazione pediatrica".
E' troppo un colpo al cuore. E se si ha un minimo di sensibilità, si esce in lacrime.
Come sono uscito io.
E finisci per non guardare solo il letto che sei andato a visitare (se di letto si può parlare, visto il numero di macchine e di strumenti che lo circondano). Ma guardi quelli accanto.
E quando vedi che nel letto accanto c'è un bimbo di appena tre giorni, che è già in coma, se sei credente... litighi con Dio, se non sei credente... litighi con l'Universo intero.
Eravamo a casa sua, in un pomeriggio di inizio primavera.
Giovanna era seduta alla sua scrivania, comodamente. Indossava un cardigan bianco ed una gonna nera al ginocchio. Sotto aveva messo le calze autoreggenti, nere anche esse, e le scarpe con il tacco. Ero in piedi accanto a lei, le avevo appena servito il caffè. Allungò la mano in avanti ed accese il computer, poi sorseggiò il caffè, dopo averlo zuccherato con il miele come al suo solito.
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Questo metodo è innanzitutto semplice: lo si esegue con una sola corda. Poi è dolce: non c'è nulla di violento, anzi per poter essere eseguito correttamente richiede che chi lega debba spesso abbracciare l'altra persona. Poi ancora è comodo: chi viene legato consensualmente non si troverà in una posizione poco confortevole, o fastidiosa, o pericolosa.
Varie volte mi sono fatto legare così, e la sensazione non è mai stata di scomodità. Inoltre è una tecnica semplice (ed anche esteticamente bella a vedersi), per cui può essere facilmente eseguita anche da legatrici non esperte ;)
Inoltre questa tecnica prevede che chi viene legato debba per forza essere consenziente: difficilmente si riesce ad eseguire su una persona che non si presta :)
Ricordate sempre che bisogna legare solo persone consenzienti, e mai mettere corde che avvolgono il collo.
La corda deve essere abbastanza lunga. Diciamo non meno di due metri e mezzo. Ma meglio abbondare un po'. Soprattutto le prime volte quando non si è pratici. Prendete la corda e piegatela in due al centro, poi poggiatene la parte centrale dietro il collo del partner in maniera tale che i capi sciolti si trovino a penzolare sul davanti del corpo. Mi raccomando la sicurezza: sempre dietro il collo, mai davanti. Ora: senza far incrociare i capi della corda, li si fa passare sotto le ascelle, portandoli così dietro la schiena. Ora, incrociateli (dietro la schiena!), e riportateli davanti, a mo' di cintura.
Fatto? Bene, allora adesso i due capi li si fa passare nell interno delle cosce senza incrociarli e li fa uscire da dietro.
A questo punto, fate mettere al partner le mani dietro la schiena, penzoloni. Insomma, che gli arrivano sul sedere. Non deve incrociare i polsi. Avvolgere ciascun polso con uno dei capi della corda, senza incrociarli, separatamente ed in maniera che i polsi restino vicino alla schiena. Mi raccomando: un solo giro di corda per polso. Adesso occorre passare i lembi della corda intorno alle cosce dall'esterno facendo in modo di tirare i polsi separatamente, fino a che entrambi non rimangano proprio dietro le cosce.
Ed ora? Ed ora è fatta: annodate la corda davanti, sulla pancia, ed il partner è immobilizzato! :)
Del tutto no. Anche se i polsi sono legati dietro le cosce, comunque qualche movimento delle braccia e dei gomiti è possibile, ma in ogni caso, anche se la persona legata provasse a muoversi, la corda non scivolerà, non farà danni (non costringe nessuna parte del corpo in una posizione anomala), non può fermare il sangue (le braccia sono distese e quindi non c'è pericolo di formicolii), ed il nodo è in una posizione irraggiungibile con le mani, per cui è impossibile che si liberi da solo. Permette di stare sdraiati sulla schiena, addirittura in posizione comoda, perchè il peso non va sui polsi. Poi, per le persone che sono interessate al sesso, certamente sarà saltato all'occhio che le parti intime sono libere ;)
Se si vuole togliere mobilità completamente, e quindi bloccare anche le braccia ed i gomiti, il modo più semplice è di avvolgere attorno al corpo, braccia comprese, una seconda corda, magari all'altezza dei gomiti. Attenzione a verificare sempre che la circolazione sanguigna non sia ostruita! Oramai sapete come fare no?
Qui c'è la seconda parte.
Finalmente ce l'ho fatta a scrivere il finale :)
Terza ed ultima parte
Mi svegliai sentendo qualcosa in trazione sul mio corpo. Aprii gli occhi e vidi Ida che mi stava tirando i capezzoli, era giorno. La guardai interrogativamente, e lei mi disse: "Ti piace, eh?", e scoppiò a ridere.
"Certo che mi piace..."
continua ;)
Eravamo andati per un week end a Bologna, pochissimi giorni prima di Natale.
Via Giovanni Amendola. Sempre dritto. Le due torri sono illuminate in modo spettacolare. Tutto il centro è spettacolare.
Non ricordavo Bologna così. Bologna a natale è un po' surreale. Altro che celebre brano di Guccini (che però tutti i torti non ha).
Anche lei è emozionata. Ma lo sa che è tanto carino questo fatto che è emozionata?
Abbiamo girato tra vicoli e portici. Tutto bello. E lei è una gran donna. E che classe!
Il cinema Rialto non ha lo spettacolo di mezzanotte.
Neanche l'altro cinema.
Continua in privato ;)